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alimentatore phantom per microfono a condensatore

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Microfono a condensatore

L’alimentazione phantom è un argomento fondamentale per chiunque si occupi di registrazione audio, in particolare quando si tratta di microfoni a condensatore. Ma cosa significa esattamente e perché è così importante? Scopriamolo insieme.

Cos’è l’Alimentazione Phantom?

L’alimentazione phantom, spesso indicata come +48V, è una tecnica utilizzata per fornire energia ai microfoni a condensatore. Questi microfoni necessitano di una fonte di alimentazione esterna per polarizzare le loro piastre interne e, di conseguenza, per funzionare correttamente.

Perché è chiamata “Phantom”?

Il termine “phantom” (fantasma) deriva dal fatto che, nonostante la corrente venga fornita attraverso lo stesso cavo utilizzato per trasmettere il segnale audio, non influisce sul segnale stesso. In altre parole, la corrente e il segnale audio coesistono sullo stesso cavo senza interferire l’uno con l’altro.

Microfoni Dinamici e Alimentazione Phantom

È importante notare che mentre i microfoni a condensatore necessitano di alimentazione phantom, i microfoni dinamici non ne hanno bisogno. Tuttavia, la maggior parte dei microfoni dinamici può tollerare l’alimentazione phantom senza subire danni, ma è sempre una buona pratica verificare le specifiche del microfono prima di attivarla.

Come Fornire l’Alimentazione Phantom

Molti mixer audio e interfacce audio moderne sono dotati di un’opzione per attivare l’alimentazione phantom. Di solito, c’è un pulsante o un interruttore etichettato “+48V” o “Phantom”. Una volta attivato, l’alimentazione viene fornita attraverso il cavo XLR al microfono.

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Precauzioni da Adottare

  • Verifica la compatibilità: Prima di attivare l’alimentazione phantom, assicurati che il tuo microfono sia compatibile. Alcuni microfoni vintage o di particolari tipologie potrebbero danneggiarsi se esposti a tale alimentazione.
  • Evita di collegare o scollegare i microfoni con l’alimentazione attiva: Questo può causare picchi di tensione che potrebbero danneggiare l’attrezzatura.

Vantaggi dell’Alimentazione Phantom

L’uso dell’alimentazione phantom ha reso i microfoni a condensatore molto più versatili, eliminando la necessità di batterie esterne o alimentatori dedicati. Questo ha semplificato le configurazioni di registrazione e ha permesso una maggiore libertà nel posizionamento del microfono.

Conclusione

L’alimentazione phantom è una componente essenziale nel mondo della registrazione audio, in particolare per chi utilizza microfoni a condensatore. Con una comprensione solida di come funziona e delle precauzioni da adottare, puoi garantire registrazioni di alta qualità e proteggere il tuo prezioso equipaggiamento.

FAQ sull’Alimentazione Phantom

1. Cos’è l’alimentazione phantom? L’alimentazione phantom è una tecnica utilizzata per fornire energia ai microfoni a condensatore attraverso lo stesso cavo XLR utilizzato per trasmettere il segnale audio. È spesso indicata come +48V.

2. Tutti i microfoni necessitano di alimentazione phantom? No, solo i microfoni a condensatore richiedono alimentazione phantom per funzionare correttamente. I microfoni dinamici, in genere, non ne hanno bisogno.

3. L’alimentazione phantom può danneggiare il mio microfono dinamico? La maggior parte dei microfoni dinamici moderni può tollerare l’alimentazione phantom senza subire danni. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare le specifiche del microfono e, se possibile, evitare di fornire alimentazione phantom ai microfoni dinamici.

4. Come posso sapere se il mio mixer o interfaccia audio fornisce alimentazione phantom? La maggior parte dei mixer e delle interfacce audio con ingressi XLR avrà un pulsante o un interruttore etichettato “+48V” o “Phantom”. Se attivato, fornirà alimentazione phantom attraverso l’ingresso XLR.

5. Posso fornire alimentazione phantom attraverso un cavo diverso da un XLR? L’alimentazione phantom è progettata specificamente per i cavi XLR. Altri tipi di cavi, come i cavi TRS (bilanciati), potrebbero non essere compatibili o potrebbero causare problemi se utilizzati per fornire alimentazione phantom.

6. Cosa succede se collego o scollego un microfono mentre l’alimentazione phantom è attiva? Collegare o scollegare un microfono con l’alimentazione phantom attiva può causare picchi di tensione che potrebbero danneggiare l’attrezzatura. È sempre consigliabile disattivare l’alimentazione phantom prima di effettuare tali operazioni.

7. Perché alcuni microfoni a condensatore hanno una batteria se esiste l’alimentazione phantom? Alcuni microfoni a condensatore sono progettati per funzionare sia con l’alimentazione phantom sia con una batteria. Questo li rende più versatili, permettendo loro di funzionare con apparecchiature che potrebbero non fornire alimentazione phantom.

8. L’alimentazione phantom influisce sulla qualità del suono? L’alimentazione phantom in sé non dovrebbe influenzare la qualità del suono. Tuttavia, una fornitura inadeguata o instabile di alimentazione phantom potrebbe influire sulle prestazioni del microfono.

9. Posso utilizzare l’alimentazione phantom con qualsiasi lunghezza di cavo XLR? Sì, l’alimentazione phantom può essere fornita attraverso cavi XLR di varie lunghezze. Tuttavia, per lunghezze di cavo estremamente lunghe, potrebbe essere necessario considerare la qualità e la costruzione del cavo per garantire una fornitura stabile.

10. Cosa devo fare se il mio microfono a condensatore non funziona anche con l’alimentazione phantom attiva? Assicurati che il cavo XLR sia in buone condizioni e che l’alimentazione phantom sia effettivamente fornita dall’equipaggiamento. Se il problema persiste, potrebbe essere necessario controllare il microfono o consultare un tecnico specializzato.

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Entertechnica

Phantom 48V spiegata bene

L’alimentazione Phantom 48V (P48) serve a fornire una tensione CC a dispositivi attivi come microfoni a condensatore e DI Box (DI), utilizzando un comune cavo bilanciato microfonico . Di seguito capiremo perché è nata, come funziona e due brevi approfondimenti sull’assorbimento dei microfoni e sulla rottura dei microfoni a nastro per colpa dei fantomatici 48V.

Quando è nata l’alimentazione microfonica a 48V, voleva essere una soluzione pratica per i microfoni a condensatore collegandoli allo stesso cavo bilanciato utilizzato per i microfoni dinamici. I microfoni a condensatore infatti, non funzionerebbero senza una alimentazione. Il termine phantom , fantasma in italiano, deriva dal fatto che nessuna differenza di potenziale verrà misurata tra il pin 2 e il pin 3, quindi i microfoni dinamici non ne captano la presenza (fantasma) malgrado il cavo e la connessione siano esattamente gli stessi, evitando potenziali rotture.

L’idea di alimentare un microfono con un singolo voltaggio nasce con Schoeps , che creò il CMT 20 per la radio francese nel 1964; era alimentato ad 8,5 Volt con il polo positivo collegato a terra. Successivamente la Georg Neumann GmbH presentò una nuova serie di microfoni a transistor alla radio norvegese NRK, era il 1966. Prima di questi, i microfoni a valvole avevano bisogno di diverse alimentazioni contemporanee, per cui si usavano cavi multipolari e serviva sempre un alimentatore ad hoc separato.

La radio Norvegese chiese che questi microfoni funzionassero con una alimentazione esterna già disponibile, per avere la massima compatibilità tra le varie apparecchiature in tutti gli studi e non dover acquistare un numero ingente di alimentatori. Alla NRK si usava un sistema di illuminazione d’emergenza pilotata da un alimentatore centrale a 48 volt. La scelta di alimentare i microfoni con quel voltaggio fu automatica perché molto economica, funzionale e pratica. Questo portò, negli anni a seguire, ad incorporare i circuiti di alimentazione CC direttamente all’interno di tanti mixer e preamplificatori.

Indice dei contenuti

Come funziona

L’alimentazione Phantom 48V standard viene applicata su connessioni microfoniche bilanciate, fornendo +48 volt in Corrente Continua a entrambi i conduttori di segnale XLR (pin 2 e 3). I segnali bilanciati sono differenziali, ovvero derivati ​​dalla differenza tra i due conduttori, quindi avere la stessa tensione in Corrente Continua su entrambi non interferisce con il segnale in alternata (segnale audio).

Per verificare che un mixer o un preamplificatore fornisca alimentazione Phantom 48V, tra il pin-2 e il pin-1 e il pin-3 e il pin-1 si misureranno livelli identici. Anche se questo termine è spesso usato impropriamente riferendosi a qualsiasi sorgente di alimentazione esterna, l’alimentazione Phantom 48V viene definita con lo standard IEC 61938:1996.

Leggi anche: Guida Galattica per Artisti. Dalla scheda tecnica agli applausi.

IEC 61938 – Lo standard

Lo standard IEC 61938 definisce l’alimentazione phantom a 48 volt, 24 volt e 12 volt. IEC consiglia l’uso dei 24 V, ma le specifiche definiscono in effetti ben cinque tensioni phantom, con assorbimenti massimi fino a 240 mW: P12L, P12, P24, P48 e P48H. I conduttori di segnale sono entrambi alimentati a voltaggio positivo tramite resistenze di uguale valore (6,81 kΩ per 48 V, 1,2 kΩ per 24 V e 680 Ω per 12 V), e lo schermo è a massa.

Il valore di 6,81 kΩ non è critico, ma le resistenze devono essere abbinate entro tolleranze dello 0,1% per mantenere una buona reiezione di modo comune (CMRR) nel circuito. La versione a 24 volt dell’alimentazione phantom, proposta qualche anno dopo le versioni a 12 e 48V, è stata inclusa nella norma DIN ed è nella norma IEC, ma non è mai stata ampiamente adottata dai produttori di apparecchiature.

Quasi tutte le moderne console di missaggio hanno un interruttore per accendere o spegnere l’alimentazione phantom; nella maggior parte delle apparecchiature di fascia alta questo può essere fatto individualmente per canale, mentre sui mixer più piccoli un singolo interruttore principale può controllare l’erogazione di potenza a tutti i canali. L’alimentazione phantom può essere bloccata in qualsiasi canale con un trasformatore di isolamento 1:1 o condensatori di blocco. L’alimentazione phantom può causare malfunzionamenti o addirittura danni alle apparecchiature se utilizzata con cavi o adattatori che collegano un lato dell’ingresso a terra o se ad essa sono collegate apparecchiature diverse dai microfoni.

Un microfono dinamico non necessita di alimentazione phantom, ma nel caso in cui la 48V fosse attiva questo non verrà danneggiato perché la bobina del microfono è cablata tra i pin XLR 2 e 3. L’alimentazione phantom applicherebbe lo stesso valore di corrente continua a entrambe le estremità della bobina, quindi non avremo alcun flusso elettrico, perché non avremo differenza di potenziale. (Alcuni microfoni usano trasformatori di isolamento nel circuito, in questo caso la CC sarebbe isolata e non arriverebbe nemmeno alla bobina).

Le moderne interfacce microfoniche forniscono la Phantom 48V senza problemi. Ma le macchine portatili a batteria, come i registratori per il cinema, possono essere più problematiche. Alcuni microfoni sono “assetati” e l’alimentazione Phantom ridurrà di molto la durata complessiva della batteria.

La quantità di corrente assorbita dal microfono si misura in milliampere. Ad esempio, un Sennheiser MKH800 assorbe 3,0 mA, un Neumann U87 assorbe 0,8 mA, un DPA 4090 2,0 mA, mentre uno Shure KSM 32 assorbe 4,6 mA e tutti i modelli Earthworks assorbono 10 mA.

Il circuito di ingresso di una tipica console di mixaggio include il circuito di iniezione dell’alimentazione Phantom 48V e il circuito pre-amplificatore.

Senza entrare nel dettaglio dello schema sopra, si nota che entrambi i conduttori di segnale sono collegati all’alimentazione phantom 48 V tramite resistenze da 6,8 kΩ. Queste resistenze limitano la corrente in caso collegamenti errati. Di solito viene fornito un interruttore sul mixer per consentire lo spegnimento o l’attivazione dell’alimentazione phantom.

È pericolosa la Phantom per i microfoni a nastro? Forse.

I microfoni a nastro funzionano in maniera simile ai dinamici: un sottile e delicato diaframma metallico – il nastro – è sospeso tra due magneti. Il nastro vibra e taglia le linee del campo magnetico, inducendo un flebile segnale ai poli che andrà generosamente preamplificato.

I microfoni a nastro hanno trasformatori di uscita, che in teoria dovrebbero eliminare qualsiasi preoccupazione perché i trasformatori non passano CC, quindi non dovrebbe esserci alcun pericolo per il nastro. Inoltre, un numero crescente di nuovi microfoni a nastro richiede alimentazione phantom per i circuiti attivi. Questi circuiti attivi assicurano che i microfoni a nastro funzionino alla perfezione con i preamplificatori e le interfacce per computer moderni. Perché allora siamo così preoccupati?

Ethan Winer , noto debunker e giornalista americano, traccia le origini della leggenda all’epoca del RCA Model 44 che aveva un trasformatore di uscita con presa intermedia centrale. Apparentemente, questo può causare problemi con l’alimentazione Phantom 48V: quando un cavo XLR è collegato, è possibile che uno dei pin che trasmettono la CC (2 o 3) entri in contatto prima dell’altro, specialmente in vecchi connettori XLR usurati. Anche se questo durerebbe solo un istante, la corrente fluirà attraverso la bobina e causerebbe la rottura del trasduttore.

La corrente continua non può passare dal trasformatore al nastro, ma il transiente si – ad esempio il forte “pop” che si verifica quando si attiva l’alimentazione Phantom 48V su un ingresso microfonico aperto. Questa farebbe muovere il nastro in modo abbastanza violento e potrebbe rompersi. In questo caso, il nastro diventerebbe come un fusibile e… potrebbe fondere e rompersi. Le cause plausibili quindi sarebbero due: meccanica (escursione elevata) e termica (fusione).

Per lo stesso motivo, le patchbay TRS sono pericolose. I jack TRS possono momentaneamente cortocircuitare il caldo e il freddo a terra quando inseriti o disinseriti mentre la Phantom 48V è attiva. Evento potenzialmente dannoso per i microfoni ribbon più delicati.

Il consiglio di base sarebbe quello di spegnere sempre l’alimentazione Phantom 48V prima di applicare o rimuovere un cavo dalla patchbay, che è comunque una buona pratica sempre.

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Di Lorenzo Moz

Fondatore di Entertechnica, da oltre 20 anni dietro le quinte dell’intrattenimento e ogni tanto anche sul palco. Lavora per vari brand audio internazionali a cavallo tra ingegneria ed elettroacustica, product design e marketing/comunicazione. Giornalista tesserato OdG, mastica audio fin da piccolo, ma ci ha capito qualcosa grazie agli studi di ingegneria (Automazione, UnivPM). Ha diretto la rivista Backstage per circa 10 anni ed è stato a capo della redazione di Computer Music Studio / CM&PS. Membro del board direttivo dell’Audio Engineering Society Italian Section. Suona male tante cose e "va pazzo" per le neuroscienze.

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Come collegare un microfono a condensatore al PC

In questi giorni stai valutando l’acquisto di un nuovo microfono a condensatore , sapendo che si tratta della migliore soluzione per registrare la voce o l’audio di uno strumento acustico. Oppure ne hai già uno a disposizione, pronto all’uso, ma hai dei forti dubbi su quale sia il modo giusto di collegarlo al computer.

Niente paura, ho una buona notizia per te: se mi dedichi qualche minuto del tuo tempo, nei prossimi capitoli troverai tutte le informazioni necessarie per capire come collegare un microfono a condensatore al PC e, in poco tempo, sarai in grado di scegliere autonomamente l’opzione più adatta alle tue esigenze. Esistono più metodi per eseguire questa operazione, ma occorre considerare che la scelta dell’uno o dell’altro comporta una resa audio qualitativamente diversa.

Per prima cosa ti farò una panoramica sul funzionamento di questa particolare tipologia di microfoni, quindi esamineremo passo per passo i diversi espedienti e, infine, ti illustrerò come verificare sul computer che l’operazione sia stata portata a termine con successo. Cosa aspetti, dunque? Mettiti comodo, immergiti nella lettura e vedrai che sarà tutto molto meno complicato di quanto tu possa pensare. Buona lettura e buon divertimento!

Informazioni preliminari

Scheda audio esterna, amplificatore phantom, microfono a condensatore usb, verificare il collegamento sul computer.

cavo XLR

Per determinare il modo migliore di collegare un microfono a condensatore al PC dobbiamo inevitabilmente fare un passo indietro. In questo capitolo ti illustrerò come agisce questo dispositivo per catturare l’audio e quali sono le differenze con altre tipologie di microfono, in modo da renderti più chiari i procedimenti descritti nei successivi passaggi.

Per captare i segnali audio, il microfono a condensatore sfrutta la cosiddetta variazione capacitiva , ovvero la propensione a cogliere le alterazioni di pressione nell’aria (provocate da una voce o da uno strumento) attraverso un’apposita membrana di metallo. Le rapide oscillazioni di questa membrana a loro volta vengono trasformate (o meglio trasdotte ) in segnali elettrici. La particolare tecnica di costruzione di questi dispositivi li rende particolarmente sensibili alle sollecitazioni esterne, e questo comporta una maggiore risposta in frequenza e una migliore predisposizione a catturare le dinamiche dei suoni.

Il segnale che viene generato da questo processo è, tuttavia, caratterizzato da una altissima impedenza , che deve essere necessariamente limitata e pulita per poter essere gestita esternamente. Per questo motivo, i microfoni a condensazione sono integrati con un preamplificatore , il quale deve però essere alimentato per poter funzionare: questa è una delle principali differenze con i microfoni dinamici e con i microfoni a nastro .

I microfoni a condensatore sono, quindi, estremamente sensibili, e donano maggiore espressività all’audio, ragion per cui sono largamente utilizzati negli studi di registrazione. Il rovescio della medaglia, dovuto alla loro estrema capacità ricettiva, sta nell’acquisizione e amplificazione di tutta una serie di segnali acustici indesiderati, come rumori ambientali e respiri. È indispensabile, di conseguenza, che siano posizionati su supporti ammortizzati (o anti-shock) , e dotati di filtri antivento in caso di registrazioni all’esterno (per evitare che si sentano i fruscii), e di filtri anti-pop , per la registrazione della voce (per evitare l’effetto “sparato” dato dalla pronuncia di alcune consonanti, come la “p”).

La connessione avviene tramite un cavo analogico di tipo XLR (o cannon) bilanciato (per la cancellazione dei rumori), caratterizzato da un connettore XLR femmina che va inserito nel microfono stesso e, all’altra estremità, un connettore XLR maschio per il collegamento all’interfaccia (scheda audio e mixer ad esempio). Negli ultimi anni si stanno affacciando diversi modelli di microfoni a condensatore USB che, oltre a semplificare la vita in termini di connettività, rappresentano una valida alternativa per determinate attività, come la registrazione di podcast. Te ne parlerò meglio più avanti .

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Come collegare un microfono a condensatore al computer.

Siamo arrivati al dunque. Nei prossimi paragrafi ti proporrò diverse soluzioni per avere un quadro completo su come collegare un microfono a condensatore al computer . Ora che hai acquisito tutte le nozioni indispensabili, vedrai che la lettura sarà molto scorrevole e, in breve tempo, sarai in grado di fare la scelta più corretta e più adatta alle tue esigenze.

scheda audio xlr

Il collegamento tramite scheda audio esterna rappresenta sicuramente la scelta migliore per ottenere un audio di alta qualità e per un uso professionale del microfono a condensatore. Un buon risultato, in questo senso, non può prescindere dall’uso di una scheda audio esterna affidabile. Ti suggerisco, pertanto, di leggere con attenzione la mia guida sulle migliori schede audio . Vedrai che ti sarà molto utile se hai dei dubbi anche su questo argomento.

La scheda audio è un elemento chiave nella catena di registrazione audio, in quanto esegue la digitalizzazione del segnale , ovvero la trasformazione da segnale audio analogico in digitale. Più l’interfaccia è evoluta, più l’elaborazione sarà in grado di restituire caratteristiche di dinamica, espressività, profondità e naturalezza al risultato finale: è quindi fondamentale per l’home recording e per gli studi di registrazione, ad esempio.

La scheda audio esterna, per abilitare il passaggio del segnale audio da un microfono a condensatore, deve disporre di ingressi XLR e di un’alimentazione a 48 volt denominata Phantom , che può essere attivata tramite apposito interruttore o selettore presente nella scheda stessa. Occorre prestare attenzione a non utilizzare questa alimentazione con altre tipologie di microfono, in quanto potrebbe arrecare dei danni e inficiarne il corretto funzionamento. L’ordine corretto delle operazione da seguire è quindi il seguente.

  • Collegare il connettore XLR femmina al microfono.
  • Collegare l’altra estremità XLR maschio alla scheda audio.
  • Attivare l’alimentazione Phantom sulla scheda audio.

mixer

Come dici? Non hai una scheda audio esterna, ma disponi di un mixer ? Non temere, di seguito troverai la soluzione anche per questa particolare configurazione. Devi sapere, però, che il mixer ha una funzione diversa da quella di una scheda audio esterna. Si tratta, sostanzialmente, di un dispositivo elettronico con il quale è possibile miscelare più segnali audio in ingresso, modificandone singolarmente le caratteristiche di frequenza e timbro, per produrne uno principale in uscita ( Master o Main ) equilibrato e armonioso.

Behringer XENYX 802 Mixer Premium a 8 ingressi a 2 bus con preamplific...

Può essere una soluzione adatta, ad esempio, in qualsiasi caso in cui occorra la registrazione simultanea di più fonti sonore o alla produzione di un podcast . A proposito, se ti interessa saperne di più ti consiglio di leggere la mia guida su come creare un podcast .

Per poter collegare un microfono a condensatore a un mixer è essenziale che quest’ultimo disponga di alimentazione Phantom a 48 volt , così come visto in precedenza per le schede audio. Ti consiglio vivamente, prima di procedere al collegamento tramite mixer , di abbassare preventivamente tutti i volumi di ingresso e uscita, per evitare sbalzi che potrebbero danneggiare la scheda audio del PC.

cavo rca-jack

Come prima cosa devi procurarti un cavo in grado di connettere l’uscita stereo del mixer all’ingresso mono della scheda audio integrata del tuo PC. Le modalità sono sostanzialmente due. La prima prevede l’utilizzo di un cavo dotato a un’estremità di due connettori RCA maschi , da inserire nelle uscite stereo out del mixer (quelle contraddistinte dai colori bianco e rosso), e dall’altra di un connettore jack da 3,5 mm da inserire nell’ ingresso microfono del PC (nota bene che molti computer dispongono di un’unica presa per cuffie e microfono).

Jack trs

L’alternativa è rappresentata dall’utilizzo di uno speciale cavo dotato di adattatore con due Jack TRS a una estremità, da collegare all’ ingresso Main Out del mixer, e di un connettore jack da 3,5 mm all’altra, da inserire nella presa microfono del computer. Successivamente allaccia il mixer alla rete elettrica per poi accenderlo.

Ora puoi collegare il microfono a condensatore inserendo il connettore XLR maschio nell’apposito ingresso. Attiva, infine, la Phantom a 48 volt premendo l’apposito pulsante o selettore del mixer. Per monitorare il segnale audio ti saranno poi indispensabili delle cuffie , da inserire nella presa Phones del mixer.

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Schema collegamento amplificatore Phantom

Il mercato mette a disposizione sempre più soluzioni interessanti per venire incontro alle esigenze di tutti. Quella del collegamento con amplificatore Phantom è indubbiamente una soluzione comoda, semplice da attuare e dal costo contenuto, anche se non adatta a un uso professionale. Spesso, infatti, questi dispositivi possono generare fastidiosi fruscii che non è possibile controllare alla sorgente. Sarà quindi necessario intervenire tramite il software di registrazione audio per limitarne la presenza.

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L’amplificatore Phantom non fa altro che produrre l’energia necessaria al funzionamento del microfono a condensatore attraverso il collegamento alla rete elettrica, quindi trasferisce il segnale audio al computer tramite un apposito connettore.

L’amplificatore dispone, infatti, di due prese XLR , una d’ingresso , alla quale va collegato il connettore maschio XLR proveniente dal microfono, e l’altra d’uscita . In quest’ultima va inserito il connettore XLR femmina di uno speciale cavo che vede all’altra estremità un connettore jack da 3,5 mm da collegare all’ingresso della scheda audio del PC.

microfono a condensatore USB

Un’altra possibilità consiste nell’acquisto di un microfono a condensatore USB . Questa tipologia di microfoni è dotata al suo interno di capsule che sfruttano questa tecnologia, e di un’uscita USB al posto della tradizionale XLR. La conseguenza è, ovviamente, una forte perdita di qualità e di spessore nell’audio, per cui non si tratta di un prodotto adatto a uno studio di home recording, o in generale alla registrazione di strumenti acustici.

Se la tua esigenza è, invece, quella di acquisire audio per applicazioni di tipo voice over , podcast o live su Twitch , per fare alcuni esempi, siamo proprio sulla strada giusta. Possiamo considerarlo, infatti, come un ibrido in grado di garantire una buona sensibilità e risposta in frequenza, tipica di questa tipologia di microfoni, ad una certa pulizia dell’audio finale, ottenuta grazie alla sua immediata conversione in digitale.

La connessione è estremamente semplice, in quanto è sufficiente collegare il cavo USB in dotazione al microfono da una parte e alla presa del computer dall’altra, senza l’utilizzo degli scomodi intermediari visti nei paragrafi precedenti, utilizzati per ottenere l’alimentazione Phantom. Il microfono viene di norma riconosciuto subito dal sistema operativo, in modalità plug & play , consentendo di utilizzarlo subito senza difficoltose configurazioni.

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Impostazioni audio Windows

Hai seguito tutte le istruzioni per collegare il tuo microfono a condensatore al computer, ma non senti ancora nulla, o senti troppo piano? Ora ti indicherò come verificare il collegamento sul computer tramite le impostazioni audio, sia per il sistema operativo Windows che macOS .

Se utilizzi Windows 10 , clicca sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), quindi seleziona l’ icona a ingranaggio , per accedere alle Impostazioni del sistema operativo. Dunque, vai su Sistema > Audio .

Dalla schermata che compare, puoi gestire i dispositivi audio di input e output. Nella sezione Input verifica che sia selezionata la scheda audio di uscita corretta, altrimenti clicca sulla freccia in basso del menu a tendina e seleziona quella desiderata, cliccandoci sopra.

Da qui puoi anche controllare il livello del segnale in entrata, alla voce Prova il microfono , sotto al quale un indicatore dinamico ti aiuterà visivamente nel determinare il volume in ingresso. Verifica che anche nella sezione Output sia presente la scheda audio giusta o selezionala dall’apposito menu a tendina che compare cliccando sulle freccia verso il basso.

Cliccando, infine, sulla voce Proprietà del dispositivo , si accede a una schermata dove è possibile intervenire sul volume del microfono. Alla voce Volume puoi azionare l’apposito selettore che, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando il cursore avanti e indietro, consente di alzare o abbassare il volume.

impostazioni audio macOS

Su macOS puoi ottenere gli stessi risultati in modo altrettanto facile: clicca sul menu Apple collocato in alto a sinistra, quindi seleziona la voce Preferenze di sistema dal menu che si apre.

Successivamente, vai su Suono . Da qui, nella scheda Ingresso , verifica che sia selezionata la scheda audio corretta, o sceglila fra quelle disponibili. Tramite l’indicatore Livello d’ingresso puoi controllare visivamente l’audio in entrata, mentre tramite l’impostazione Volume di ingresso puoi cliccare sul selettore bianco e, tenendo premuto col tasto sinistro del mouse, trascinare il cursore avanti o indietro, per alzare o abbassare il volume.

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.

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alimentatore phantom per microfono a condensatore

alimentatore phantom per microfono a condensatore

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alimentatore phantom per microfono a condensatore

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DINESA Alimentatore Phantom a 1 canale 48 V con cavo microfono XLR a 3 pin per microfono a condensatore Apparecchiature di registrazione musicale Alimentazione microfono

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DINESA Alimentatore Phantom a 1 canale 48 V con cavo microfono XLR a 3 pin per microfono a condensatore Apparecchiature di registrazione musicale Alimentazione microfono

Opzioni di acquisto e componenti aggiuntivi, informazioni su questo articolo.

  • [Prestazioni del microfono migliorate] L'alimentatore phantom da 48 V migliora significativamente le prestazioni dei microfoni a condensatore, garantendo un'acquisizione audio e una chiarezza ottimali.
  • [Soluzione di alimentazione versatile] Con la sua tensione standardizzata di 48 V, l'alimentazione phantom è compatibile con una vasta gamma di microfoni a condensatore, rendendolo un'opzione versatile per varie applicazioni di registrazione.
  • [Audio di qualità aggiornata] Il cavo audio per microfono XLR garantisce una qualità audio incontaminata, offrendo una riproduzione del suono chiara ed equilibrata per registrazioni di livello professionale.
  • [Affidabile e durevole] Realizzato con materiali di alta qualità, il cavo audio XLR è costruito per resistere ai rigori di un uso frequente, fornendo prestazioni e durata di lunga durata.
  • [Eliminazione delle esigenze di alimentazione esterna] L'alimentazione Phantom elimina la necessità di fonti di alimentazione esterne per microfoni a condensatore, semplificando la configurazione e riducendo l'ingombro nell'ambiente di registrazione.

Dettagli sulla conformità del prodotto

Vedi i dettagli di conformità per questo prodotto ( Persona responsabile dell'UE ).

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Descrizione prodotto.

DINESA Colore: nero. Materiale: metallo e plastica. Contenuto della confezione: 1 fornitura 1 cavo USB. 1 cavo XLR maschio e femmina. 1 manuale di istruzioni in lingua inglese. Solo il contenuto della confezione sopra, altri prodotti non sono inclusi. Nota: il riflesso della luce e i diversi schermi potrebbero far sì che il colore dell'articolo nella foto risulti leggermente diverso da quello reale. Margine di errore nella misurazione di +/- 1-3 cm.

Dettagli prodotto

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alimentatore phantom per microfono a condensatore

Cos'è l'alimentazione fantasma: Tutto quello che c'è da sapere

Cos'è l'alimentazione fantasma: Tutto quello che c'è da sapere

Bene, gente, è di nuovo tempo di tecnologia! Forse avete sentito parlare di alimentazione phantom e la utilizzate regolarmente. Ma sapete cos'è e come funziona?

In questo articolo esamineremo tutto ciò che riguarda il phantom. Quando avrete finito di leggere, sarete in grado di reggere la prossima conversazione al pub con il formidabile microfono.

Che cos'è esattamente l'alimentazione fantasma?

In poche parole, l'alimentazione phantom è un segnale di corrente continua (DC) inviato ai microfoni per alimentare i circuiti attivi al loro interno.

Mentre lo standard accettato per l'alimentazione phantom in tutto il mondo è di 11 - 52 volt CC, la maggior parte dei microfoni da studio funziona a 48V.

Si chiama alimentazione phantom perché è discreta: la corrente viene inviata lungo un cavo XLR dall'ingresso del microfono.

Tutti i microfoni hanno bisogno di alimentazione Phantom?

Non tutti i microfoni funzionano allo stesso modo: alcuni sono passivi, altri attivi e sono quelli attivi che necessitano di alimentazione phantom.

Forse avete sentito la regola generale secondo cui i microfoni a condensatore richiedono l'alimentazione phantom e i microfoni dinamici no. Nella maggior parte dei casi è così, ma ci sono delle eccezioni alla regola: alcuni microfoni a condensatore non hanno bisogno di alimentazione phantom, mentre altri microfoni dinamici sì. Per saperne di più, si veda più avanti.

L'alimentazione Phantom può danneggiare i microfoni?

La maggior parte dei moderni microfoni dinamici sono progettati per accettare l'alimentazione phantom anche se non ne hanno bisogno per funzionare. Pertanto, è (generalmente) considerato sicuro utilizzare un mix di microfoni dinamici e a condensatore su una console o un'interfaccia che fornisce l'alimentazione phantom universalmente a tutti gli ingressi microfonici.

D'altra parte, un microfono a nastro attivo richiede l'alimentazione phantom, ma può essere danneggiato se lo si collega a caldo all'ingresso microfonico con l'alimentazione phantom attivata.

Se si utilizzano connessioni TRS su una patch bay, è possibile danneggiare qualsiasi microfono quando si commutano a caldo le connessioni. Poiché le connessioni di un cavo TRS sono progettate in modo sequenziale, si verificano cortocircuiti elettrici quando si collega o scollega il cavo. Se l'alimentazione phantom è attiva, questo può creare problemi alla vostra collezione di microfoni.

Tutto questo è piuttosto scientifico, quindi se è un po' difficile da digerire una buona misura di sicurezza è quella di spegnere l'alimentazione phantom prima di collegare/scollegare qualsiasi microfono.

L'alimentazione fantasma può danneggiare altre apparecchiature?

Poiché l'alimentazione phantom viene instradata solo attraverso il segnale microfonico, la corrente continua non influisce su nessun'altra cosa collegata all'interfaccia o alla console. I ricevitori microfonici wireless sono bilanciati e possono gestire la tensione continua in modo sicuro.

Tuttavia, quando si collegano o scollegano i cavi XLR, lasciare l'alimentazione phantom attiva può provocare scatti o schiocchi, che a lungo andare potrebbero danneggiare i diffusori o le cuffie. Pertanto, è generalmente consigliabile disattivare l'alimentazione phantom quando si collegano o scollegano i microfoni.

L'alimentazione fantasma può danneggiarmi?

A meno che non siate particolarmente sensibili alla corrente continua, la risposta è no.

Come si invia l'alimentazione fantasma

Esistono tre fonti principali di alimentazione phantom:

Interfacce audio

Console di missaggio, preamplificatori microfonici.

La maggior parte delle interfacce audio è dotata della possibilità di attivare o disattivare l'alimentazione phantom. Può trattarsi di un interruttore o di un pulsante situato sul pannello anteriore o posteriore dell'interfaccia. Spesso l'alimentazione viene inviata a tutti gli ingressi microfonici e i canali non possono essere isolati singolarmente.

alimentatore phantom per microfono a condensatore

I mixer più piccoli possono anche avere un singolo pulsante per fornire l'alimentazione phantom a tutti i canali.

Nelle console di missaggio più grandi, ogni canale è dotato di un pulsante dedicato all'alimentazione phantom, che consente di scegliere quali microfoni utilizzare.

alimentatore phantom per microfono a condensatore

Anche i preamplificatori microfonici sono dotati di interruttori dedicati per l'alimentazione phantom. A seconda di quanto è sofisticato, si può avere un controllo individuale su ciascun canale o un'opzione di alimentazione phantom "un pulsante per governarli tutti".

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Ordinato, giusto?

Non necessariamente. Su alcuni modelli di fascia bassa la tensione fornita dall'alimentazione phantom potrebbe non essere all'altezza e fornire meno dei 48 V necessari. Mentre alcuni microfoni a condensatore possono funzionare con una tensione inferiore, altri hanno bisogno di tutti i 48 V per far funzionare l'elettronica attiva del microfono.

Inserire l'alimentazione esterna.

alimentatore phantom per microfono a condensatore

Se la vostra interfaccia non eroga la tensione necessaria, potete sempre utilizzare un alimentatore esterno per ottenere l'energia elettrica necessaria a pilotare i circuiti attivi. Shazzam!

A questo si aggiunge il fatto che alcuni microfoni hanno bisogno di più di 48 V per funzionare correttamente, ad esempio quasi tutti i microfoni a valvole. In situazioni come queste è necessario un alimentatore phantom esterno, spesso fornito con il microfono stesso.

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Fate un respiro profondo, perché le cose stanno per diventare tecniche...

Il materiale tecnico super-nervoso

Lo scopo di questa sezione è quello di fornire una comprensione dettagliata del funzionamento dell'alimentazione phantom e del motivo per cui è necessaria.

Innanzitutto, diamo un'occhiata a come viene catturato il suono nei microfoni a condensatore.

Perché i microfoni a condensatore hanno bisogno di alimentazione Phantom?

I microfoni a condensatore funzionano con la cosiddetta "capacità variabile". Un condensatore variabile è un condensatore che può essere modificato ripetutamente, meccanicamente o elettronicamente. Nei microfoni a condensatore è questo che trasforma le onde sonore fisiche in segnali audio.

L'elemento trasduttore di un microfono a condensatore - il condensatore - è costituito da un diaframma e da una piastra fissa. Le onde sonore colpiscono il diaframma e lo fanno vibrare, modificando la distanza tra il diaframma e la piastra fissa (nota anche come piastra posteriore). Questa variazione di distanza crea una variazione della tensione mantenuta tra i due, e questo è il segnale elettrico che viene inviato lungo il cavo XLR bilanciato e trasformato in un segnale audio glorioso all'altra estremità.

Oltre ad alimentare il condensatore, l'alimentazione phantom fornisce anche l'energia a un minuscolo preamplificatore all'interno del microfono a condensatore. Questo preamplificatore serve ad amplificare le piccole variazioni elettriche del condensatore prima che il segnale lasci il microfono.

Forse sapete già che i microfoni a condensatore sono generalmente più sensibili di quelli dinamici. È il condensatore che li rende così acuti al suono e senza alimentazione phantom sono utili come un pesce in bicicletta.

Come funziona l'alimentazione fantasma?

L'alimentazione phantom standard è generalmente di 48 volt c.c. (corrente continua). Di solito viene fornita da un mixer o da un'interfaccia e inviata tramite cavi audio bilanciati.

In un cavo XLR bilanciato, i 48 volt vengono inviati attraverso i pin 2 e 3 (il positivo e il negativo dell'audio) e riferiti al pin 1 - il ritorno, che è anche il pin di massa.

In un cavo audio TRS bilanciato, i 48 V vengono inviati attraverso la punta e l'anello rispetto alla manica.

Poiché la tensione viene inviata attraverso un cavo audio bilanciato, non interferisce con il segnale audio.

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Una volta che la tensione raggiunge il microfono, viene inviata dove deve andare per alimentare l'elettronica attiva.

I microfoni bilanciati non alimentati dalla phantom, ad esempio i microfoni dinamici, sono progettati per ignorare questa tensione e in genere non subiscono danni se attraverso il cavo XLR vengono inviati 48 volt.

Ma se si dispone di microfoni sbilanciati, come quelli a nastro, non si parla nemmeno di alimentazione phantom quando vengono tolti dalla scatola.

Ok, bene. Quali sono i microfoni che hanno effettivamente bisogno dell'alimentazione Phantom?

Ora sapete che i microfoni attivi hanno bisogno di alimentazione per svolgere il loro compito, ma ora vi dirò che, sebbene la maggior parte dei microfoni di questa categoria utilizzi l'alimentazione phantom, non tutti lo fanno.

Ma cerchiamo di essere brevi e chiari. I seguenti tipi di microfoni necessitano di un'alimentazione phantom per funzionare:

  • Microfoni a vero condensatore
  • Microfoni a condensatore a elettrete FET
  • Microfoni dinamici a nastro FET attivi

I seguenti microfoni non necessitano di alimentazione phantom:

  • Microfoni dinamici a bobina mobile
  • Microfoni dinamici passivi a nastro
  • Microfoni miniaturizzati a elettrete con alimentazione in corrente continua
  • Microfoni a tubo

Confuso, vero?

La cosa più prudente da fare è verificare se il vostro microfono ha bisogno e, soprattutto, se è in grado di gestire l'alimentazione phantom.

Tutti i microfoni utilizzano l'alimentazione Phantom a 48 V?

Sebbene lo standard universale per l'alimentazione phantom sia 11-52 volt CC, la maggior parte dei microfoni da studio funziona a 48 volt, da cui il pulsante +48 sull'interfaccia audio. Tuttavia, a volte i diversi microfoni hanno bisogno di una quantità maggiore o minore di questa tensione per funzionare.

Nei casi in cui un microfono a condensatore ha bisogno di un'alimentazione phantom inferiore a 48 V, prenderà solo quello che gli serve e scarterà i volt rimanenti in un'impresa di magia ingegneristica che non riesco a comprendere appieno.

Quando i microfoni hanno bisogno di un'alimentazione phantom superiore a 48 V, è necessaria un'alimentazione esterna. Questa viene normalmente distribuita con il microfono stesso, quindi non è un problema di cui preoccuparsi. A meno che non lo si perda.

Ancora una volta, in caso di dubbio, leggere le istruzioni del produttore relative alla quantità di volt di cui il microfono ha bisogno per funzionare.

Altre fonti di energia

A volte si parla di alimentazione fantasma quando in realtà si intende una delle seguenti fonti di alimentazione. Non confondeteli: è tutta una bugia.

L'alimentazione Phantom non è l'unica fonte di tensione per i microfoni. Alcuni modelli di microfoni a condensatore presenti sul mercato utilizzano una batteria per alimentare i circuiti interni. È sempre buona norma rimuovere le batterie quando non vengono utilizzate, per evitare la corrosione e i danni al funzionamento interno del microfono.

Alimentazione a spina

L'alimentazione plug-in (PiP) è un'alimentazione a bassa corrente presente in alcuni apparecchi di largo consumo, come registratori portatili e schede audio per computer. Si tratta di un'interfaccia sbilanciata e a bassa tensione, quindi molto diversa dall'alimentazione phantom. Non utilizzare mai l'alimentazione phantom a 48 V con un microfono progettato per il PiP.

Tensione di Bias DC

Il termine alimentazione phantom viene talvolta utilizzato per descrivere la piccola corrente elettrica che alimenta i microfoni dell'aviazione. Anche se tecnicamente è "phantom" (non può essere vista), funziona con una corrente molto più bassa, da 1,5 a 9 volt. Nell'ingegneria audio viene generalmente utilizzata per alimentare microfoni come i microfoni lav in miniatura.

Altri usi dell'alimentazione Phantom

Dato che stiamo andando in profondità, l'alimentazione phantom viene utilizzata in altri settori, non solo nei microfoni. Questi includono:

  • Antenne attive
  • Downconverter a basso rumore di blocco (l'aggeggio sulle antenne paraboliche che prende il segnale e lo converte)
  • Cavi Power over Ethernet

Breve storia dell'alimentazione fantasma

Foto di Claus Grünstäudl su Unsplash

L'alimentazione fantasma è stata utilizzata per la prima volta nei sistemi telefonici fissi basati sul filo di rame all'inizio del XX secolo. Ancora oggi viene utilizzata in questa funzione, anche se la durata dei telefoni fissi è un altro argomento di discussione.

I microfoni a valvole sono arrivati sul mercato negli anni '20 (1920), seguiti da una svolta negli anni '40 dai Bell Labs sotto forma di transistor.

Ciò ha portato all'uscita, nel 1964, del modello Schoeps CMT20, il primo microfono con alimentazione phantom disponibile in commercio. A quei tempi, tuttavia, questi tipi di microfoni erano dotati di ingombranti alimentatori esterni che dovevano essere collocati vicino al microfono stesso.

Una combinazione di desiderio norvegese e intelligenza tedesca ha portato allo sviluppo di ciò che oggi conosciamo come alimentazione phantom. NRK, l'emittente radiotelevisiva norvegese, aveva richiesto l'alimentazione phantom per i microfoni che non necessitavano di un'alimentazione separata, dal momento che nei loro studi era già in funzione un alimentatore da 48 volt per l'illuminazione di emergenza.

Neumann si fece carico di questo compito e sviluppò un microfono in grado di funzionare con l'alimentazione a 48 volt in corrente continua già presente negli studi NRK.

Questo è stato il primo metodo per alimentare i microfoni a condensatore attraverso un cavo audio, e così è nato il moderno microfono con alimentazione phantom.

Conclusione

Ecco, quindi, tutto quello che c'è da sapere sull'alimentazione phantom e qualche chicca in più.

Scegliere il microfono giusto per il lavoro è importante, indipendentemente dal fatto che utilizzi o meno l'alimentazione phantom. Consultate il nostro articolo sui tipi di microfoni per capire quale sia quello giusto per voi.

Ora andate avanti e catturate quei suoni!

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Alimentazione phantom, storia e funzionamento.

L'alimentazione Phantom ha visto la sua nascita nel 1966 dopo che la Neumann, rinomata casa tedesca produttrice di microfoni, presentò una nuova serie di microfoni alla radio norvegese. Per ragioni di compatibilità, la radio norvegese richiese che questi microfoni funzionassero con una alimentazione esterna facilmente ottenibile. A causa del numero limitato di ore del giorno nei mesi invernali, gli Studios utilizzavano un sistema alternativo di illuminazione fornito da un alimentatore centrale a 48 Volt. Questo diventò di conseguenza il voltaggio utilizzato per alimentare i microfoni. L'alimentazione Phantom +48V, che diventò in seguito uno standard, è disponibile oggi su gran parte dei mixer, amplificatori, registratori e altre attrezzature audio.

L'Alimentazione Phantom è, nei termini più semplici, una sorgente esterna per i microfoni a condensatore i quali ne hanno indispensabile bisogno per poter funzionare. L'alimentazione Phantom si ottiene trasferendo corrente continua DC al microfono tramite il connettore 3 pin XLR e un cavo microfonico. Nonostante questo termine nel tempo sia stato distorto e usato a volte impropriamente riferendosi a qualsiasi sorgente di alimentazione esterna, l'alimentazione Phantom viene definita con lo standard DIN 45 596 oppure IEC 268--15A

Come funziona l'alimentazione Phantom In un microfono con connessione bilanciata (con connettore a 3 pin) il secondo pin è il positivo, il terzo pin è il negativo e entrambi utilizzano il primo pin come massa. Ciò vale per i microfoni a condensatore, poichè questi microfoni non producono corrente elettrica, a differenza dei microfoni dinamici o a nastro. Un microfono a condensatore modifica solamente la tensione applicata agli elettrodi del condensatore seguendo l'andamento delle onde sonore che vanno incontro al diaframma del microfono.

Poiché i microfoni a condensatore non creano un segnale elettrico, è necessario avere un'alimentazione Phantom esterna. Una delle ragioni per cui questo metodo di alimentazione esterna è così pratico è che i microfoni dinamici o a nastro collegati a questa alimentazione non vengono danneggiati. È perciò possibile collegare tutti e tre i tipi di microfono con questa alimentazione senza preoccuparsi dell'integrità del microfono.

Tipi di alimentazione Phantom Nonostante il tipo più comune di alimentazione Phantom sia quella a 48 Volt (P48), sono disponibili altri due tipi: 12 Volt (P12) e 24 Volt (P24) meno comuni della P48 e utilizzati soprattutto in equipaggiamenti alimentati a batterie. Un problema comune con le attrezzature alimentate a batterie è che queste in alcuni casi non possano fornire una sufficiente energia. Ci sono altri tipi di alimentazione Phantom raramente usati, ma P48, P24 e P12 sono degli standard.

Problemi con l'alimentazione Phantom È abbastanza sicuro utilizzare l'alimentazione Phantom, fino a quando il giusto equipaggiamento viene usato con essa. Un microfono con connessione sbilanciata, un microfono con alta impedenza, o microfoni non progettati per essere connessi all'alimentazione Phantom possono causare il danneggiamento della sorgente di alimentazione e, raramente, del microfono stesso. Al di fuori di questi casi, l'alimentazione Phantom può essere usata in maniera sicura senza distorcere o deteriorare la qualità audio.

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Come alimentare un microfono a condensatore

Introduzione.

In questa guida verranno indicati diversi suggerimenti su come alimentare un microfono a condensatore . Con l'arrivo della tecnologia e lo sviluppo dell'elettronica è possibile effettuare numerosi lavori. Tra questi si può produrre la musica tramite il computer riuscendo ad ottenere ottimi risultati. In tal modo, evitando di spendere tanti soldi per creare e gestire uno studio musicale, si può creare e produrre tutto ciò che si vuole in maniera economica. Per poter fare ciò bisogna avere a disposizione un ottimo PC, un'eccellente scheda audio ed un paio di casse con il microfono. In relazione a quest'ultimo oggetto, bisogna considerare che se si vogliono raggiungere alte prestazioni , è preferibile acquistarne uno con la presenza del condensatore . In questa guida potrete avere tutte le informazioni su come alimentarlo in maniera corretta.

Come prima cosa, dovete sapere che la capsula che si trova dentro al mezzo rappresenta il cuore stesso dell'oggetto. È molto sensibile a tutte le variazioni delle pressioni che un suono provoca nei confronti dell'aria, per cui il segnale che viene ricavato è di alta qualità. L'unica problematica risulta nell'intensità di tale impulso, infatti esso risulta debole e per poter aumentare la potenza bisogna amplificarlo.

Sistema Phantom

In elettronica esistono tantissimi modi per poter avviare l'alimentazione ma, uno dei più noti, è il sistema "Phantom". Esso permette di far viaggiare l'audio nello stesso cavo utilizzato per sostenere il microfono. Potete pensare di comprare un dispositivo esterno adatto a voi, tenendo conto che sono disponibili in commercio, nella maggior parte dei negozi musicali. Non meno importante è il costo, infatti non dovete preoccuparvi dei prezzi che risultano accessibili a tutti.

Cavi e microfono

Una volta ottenuto l'amplificatore, avrete la possibilità di impiegarlo in maniera del tutto semplice e senza particolari problemi. Per prima cosa munitevi del microfono e sistematelo al meglio sull'asta. Per potervi collegare, prendete due cavetti XLR di tipo maschio e femmina, possibilmente di qualità ottima. Effettuate l'accesso al mezzo acustico, cercando di attivare sia il sistema di entrata dell'audio che di uscita. A questo punto avrete tutto pronto per mettervi all'opera. Il suono sarà limpido e di notevole qualità e ricordate che la resa finale è determinata dal tipo di amplificatore scelto. Solo comprando sistemi elettronici validi non avrete più i fastidiosi rumori di fondo nelle vostre canzoni.

Guarda il video

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  • Vi consigliamo di scegliere i prodotti migliori per ottenere un'amplificazione degna di nota.
  • https://it.m.wikipedia.org/wiki/Microfono_a_condensatore
  • http://www.robertoporpora.it/microfono-a-condensatore-migliori-10/
  • http://m.mercatinomusicale.com/cerca/microfono-a-condensatore.html
  • http://www.parlarealmicrofono.it/differenze-microfoni-dinamici-microfoni-a-condensatore/3468
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Come collegare un microfono alla PS3

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Adattatore  Phantom - Electret

________________________________________________________

Realizzazione di un adattatore microfonico Phantom per microfoni a condensatore da 5 V 

Questo adattatore  permette di alimentare  microfoni electret direttamente utilizzando la classica alimentazione Phantom + 48V  presente dalla maggior parte delle apparecchiature audio professionali. 

Lo schema è il seguente:

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Si utilizza uno Zener per limitare la tensione a 5V, un condensatore di filtro (C1), due resistori adattatore e un condensatore di bypass (C2) per il segnale audio. 

Ecco l'elenco dei componenti che verranno utilizzati:  

1 condensatore 100μF / 16V  (Condensatore di filtro) 1 condensatore 33μF / 16V  1 resistore 12KΩ / 1 / 4W  1-resistore 4K7 / 1 / 4W  1 Zener 5V / 500mA  (per limitare la tensione a 5V) 1 Connettore Jack 3 millimetri ∅ telaio  1 telaio XLR maschio  2 viti con dadi per l'ancoraggio del connettore XLR  1 pezzo di circuito stampato 55 millimetri x 15mm  1 scatola sufficiente per contenere l'assieme

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L'idea è di integrare il circuito stampato sul connettore XLR, saldando il circuito direttamente ai perni del connettore. 

  L'immagine seguente mostra come il gruppo sarebbe stato non riesce a mettere nella scatola.  Può anche essere progettando le tracce, da stampare in una dimensione di 55 x 15 mm.

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Si può inserire il circuito in una scatola tradizionale..

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https://electroclinica.wordpress.com/2018/06/25/fabricacion-de-un-adaptador-phantom-para-micros-de-condensador-a-5v-diy/

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Micrófono Rocks

Micrófono Rocks

I microfoni hanno bisogno di alimentazione phantom per funzionare?

Microfoni con alimentazione phantom

L’alimentazione phantom è un metodo intelligente per alimentare i microfoni.

Sebbene l’alimentazione phantom(+48 V) sia un metodo diffuso per alimentare i microfoni, la maggior parte dei microfoni non ne richiede il corretto funzionamento. I microfoni passivi non necessitano di alimentazione e anche la maggior parte dei microfoni a condensatore attivi(elettrete) utilizzano una piccola polarizzazione CC invece di +48V. Detto questo, alcuni microfoni da studio necessitano di +48V.

Quindi, in breve, alcuni microfoni necessitano di alimentazione phantom e altri no. Entriamo nei dettagli dell’alimentazione phantom e del suo ruolo con i microfoni.

Cos’è l’alimentazione phantom?

Prima di approfondire la nostra discussione su microfoni e alimentazione phantom, è importante definire di cosa si tratta.

Quindi l’alimentazione phantom (+48V) è un metodo per inviare tensione CC attraverso un cavo bilanciato per alimentare i componenti attivi di un microfono. L’alimentazione phantom invia i suoi 48 Vdc su entrambi i fili di segnale di un cavo bilanciato e quindi non viene immessa nel segnale audio.

Sebbene lo standard per l’alimentazione phantom sia di 48 volt CC, alcune sorgenti forniscono un minimo di 12 volt CC e altre fino a 52 volt CC.

Questa tensione CC viene utilizzata da alcuni microfoni attivi per alimentare i loro componenti attivi, come ad esempio:

  • FET(transistor ad effetto di campo).
  • Scheda a circuito stampato(PCB).
  • Capsule a condensatore a polarizzazione esterna.

Ti starai chiedendo «che dire delle valvole a vuoto nei microfoni a tubo?»

I 48 volt di alimentazione phantom semplicemente non sono sufficienti per alimentare efficacemente una valvola, quindi i microfoni a valvole avranno in genere un’alimentazione separata. Questo alimentatore sarà in genere progettato per alimentare anche i componenti attivi sopra menzionati, il che significa che i microfoni a valvole generalmente non richiedono alimentazione phantom.

L’alimentazione phantom può essere inviata correttamente solo tramite un cavo bilanciato, che ha due fili di segnale e un filo di terra/schermo.

Fondamentalmente, un cavo bilanciato trasmette audio bilanciato avendo lo stesso segnale audio in ciascuno dei suoi cavi di segnale. Questi due segnali sono uguali in ampiezza ma opposti in fase.

Su un ingresso bilanciato, questi due segnali vengono elaborati attraverso un amplificatore differenziale, dove le loro differenze si sommano efficacemente.

Ciò elimina qualsiasi rumore comune introdotto nei cavi di segnale(rifiuto di modo comune).

L’alimentazione phantom ha la sua tensione CC positiva inviata equamente lungo entrambi i cavi di segnale, quindi è anche «silenziosa» sull’ingresso audio. L’ingresso non lo sente, anche se il microfono è progettato per usarlo(o per ignorarlo se il microfono non richiede l’alimentazione phantom).

L’alimentazione phantom viene trasmessa attraverso lo stesso cavo dell’audio del microfono e non si sente affatto. Ecco da dove viene il termine «fantasma»!

microfoni passivi

I microfoni passivi non richiedono alimentazione, per non parlare di alimentazione phantom.

I microfoni dinamici(sia a nastro che a bobina mobile) costituiscono la stragrande maggioranza dei microfoni passivi oggi sul mercato.

Nella loro forma più semplice, i microfoni dinamici hanno le loro capsule, che convertono le onde sonore in segnali elettrici attraverso l’induzione elettromagnetica, e un trasformatore di uscita per aumentare il segnale prima dell’uscita. Alcuni microfoni a bobina mobile dinamici non hanno nemmeno un trasformatore di uscita!

In questi microfoni non ci sono componenti che richiedono alimentazione, quindi possiamo chiamarli «microfoni passivi».

Quindi no, i microfoni passivi non hanno bisogno di alimentazione phantom per funzionare correttamente.

Questo non vuol dire che tutti i microfoni dinamici siano passivi(sebbene le loro capsule(cartucce/elementi) lo siano certamente).Ci sono microfoni a nastro attivi sul mercato, che vedremo nella prossima sezione.

microfoni attivi

Un microfono attivo contiene uno o più componenti che richiedono alimentazione per funzionare correttamente.

Ecco i 5 comuni e pratici componenti microfonici attivi:

I FET si trovano nei microfoni attivi a stato solido e fungono da convertitori di impedenza e amplificatori. Possono funzionare con alimentazione phantom.

Il FET(Field Effect Transistor) o JFET(Junction Gate Field Effect Transistor) è un transistor posizionato in linea direttamente dopo una capsula a condensatore in microfoni a condensatore a stato solido(tubeless).

Una tensione esterna genera una corrente di base attraverso il FET/JFET. Questo segnale elettrico è modulato dall’uscita della capsula del condensatore.

L’uscita della capsula del condensatore ha un’impedenza molto alta, il che significa che non viaggerà bene attraverso nessun filo e richiede un’impedenza di carico ancora maggiore(l’impedenza di ingresso del dispositivo che è ancora online).

L’ingresso del FET/JFET è ad alta impedenza, il che lo fa accettare perfettamente il segnale di uscita della capsula. L’uscita del FET/JFET è molto più bassa e può essere utilizzata efficacemente con il resto dei circuiti microfonici. Può quindi essere emesso dal microfono con la possibilità di percorrere lunghe distanze su un cavo bilanciato.

scheda a circuito stampato

Scheda a circuito stampato Rode NT1

I PCB spesso includono il FET al loro interno. Forniscono tutti i circuiti di un microfono attivo(inclusi interruttori, filtri, pad, ecc.). I PCB possono essere alimentati con alimentazione phantom.

Il PCB(Printed Circuit Board) ospita la circuiteria interna del microfono attivo. I PCB possono essere complessi o semplici quanto richiede la funzionalità del microfono.

Gli ADC si trovano in USB e altri microfoni digitali. Questi componenti sono alimentati tramite la tensione di polarizzazione USB di +5 V CC e non sono alimentati dall’alimentazione phantom.

L’ADC(Analog to Digital Converter) converte efficacemente l’uscita analogica di una capsula microfonica USB in informazioni audio digitali che vengono poi emesse dal microfono.

Capsula del condensatore polarizzata esternamente

Le capsule del condensatore polarizzate esternamente o le capsule del condensatore «vere» richiedono alimentazione per funzionare. I veri condensatori a stato solido utilizzeranno generalmente l’alimentazione phantom per fare ciò, mentre i condensatori a valvole utilizzeranno generalmente l’alimentazione dal loro alimentatore dedicato.

Capsula microfonica a condensatore a polarizzazione esterna AKG CK12

La capsula del condensatore polarizzata esternamente, come la capsula del condensatore electret, è l’elemento trasduttore del microfono. Converte le onde sonore in segnali audio elettrici utilizzando principi elettrostatici.

Fondamentalmente, questa capsula funge da condensatore a piastre parallele con il diaframma come piastra frontale. Quando la distanza tra le piastre cambia(il diaframma si sposta), si verifica una variazione della capacità e quindi un segnale di uscita.

Tuttavia, affinché ciò avvenga, il pod deve mantenere una carica costante. Questo carico è alimentato permanentemente tramite materiale electret; con CC bias(di cui parleremo presto); un alimentatore esterno(di cui abbiamo appena parlato); o alimentazione phantom.

I tubi a vuoto richiedono più potenza di quella che l’alimentazione phantom può fornire. I microfoni a tubo necessitano di alimentatori dedicati per funzionare.

Tubo a vuoto per microfono Electro-Harmonix6072A/12AY7EH

Il tubo a vuoto funge da convertitore di impedenza e amplificatore per i segnali di basso livello e alta impedenza provenienti dalle capsule del condensatore.

Detto questo, le valvole si sono fatte strada in alcuni moderni microfoni a nastro(come il Royer R-122V).

Le valvole a vuoto sono state ampiamente sostituite dai transistor(FET/JFET), sebbene il loro «suono valvolare» sia molto ricercato da audiofili, ingegneri e musicisti allo stesso modo.

Altri metodi di alimentazione del microfono

Quindi abbiamo menzionato alcuni componenti microfonici attivi che non funzionano con alimentazione phantom.

Diamo un’occhiata agli altri modi in cui questi microfoni attivi potrebbero essere alimentati:

Tensione di polarizzazione CC

La tensione di polarizzazione è una tensione CC relativamente bassa(in genere tra 1,5 e 9,5 volt CC).

È probabile che la tensione di polarizzazione CC non sia abbastanza forte da accendere il FET e il PCB di un microfono a condensatore a stato solido polarizzando anche la capsula. Non è certo sufficiente alimentare una valvola a vuoto.

Pertanto, la tensione di polarizzazione CC viene generalmente utilizzata per alimentare microfoni a elettrete di piccole dimensioni. I microfoni Electret hanno capsule polarizzate in modo permanente, quindi richiedono solo alimentazione per far funzionare i loro transistor e PCB attivi.

Ora alcuni microfoni da studio a elettrete(come il Rode NT1-A) richiedono l’alimentazione phantom per funzionare.

Fusibili Rode NT1-AR con alimentazione phantom

Tuttavia, i microfoni a elettrete di tipo lavalier più piccoli hanno componenti più piccoli e funzionano perfettamente con la tensione di polarizzazione CC.

Sennheiser MKE2 Electret Lavalier Micrun su DC Bias

Alimentatori esterni

Sono necessari alimentatori esterni per i microfoni a valvole, poiché le valvole richiedono più potenza di quella che può fornire il phantom.

Gli alimentatori sono spesso collegati in linea tra il microfono e il preamplificatore del microfono. Forniscono potenza sufficiente per tutti i componenti attivi all’interno del microfono.

Neumann U67 microfono valvolare con alimentatore

Si noti che questi alimentatori richiedono più pin rispetto al tipico XLR a 3 pin per connettersi ai microfoni per trasportare questa alimentazione.

Alimentazione USB

L’alimentazione USB è un +5 V CC che viene trasportato sul pin 1 del connettore USB.

L’alimentazione USB viene utilizzata per alimentare i FET e gli ADC dei microfoni a condensatore USB(tutti hanno capsule electret). Con i microfoni USB dinamici, l’alimentazione USB viene semplicemente utilizzata per alimentare l’ADC.

Microfono USB Blue Snowball Funziona con alimentazione USB

Quali microfoni necessitano di alimentazione phantom?

In sintesi, ho creato un elenco di tipi di microfoni che richiedono e non richiedono alimentazione phantom. Per quelli nell’area grigia, fornisco i layout che richiederebbero l’alimentazione phantom e i layout che non lo farebbero.

Nota che i microfoni electret sono i più comuni nella «zona grigia» dell’alimentazione phantom. Come regola generale, se il microfono electret ha un’uscita XLR, è progettato per funzionare con alimentazione phantom. Se il microfono electret è progettato con qualsiasi altro tipo di connettore, non lo è.

Il primo microfono con alimentazione phantom

Il Neumann KM 84 è stato il primo microfono a condensatore a stato solido progettato per funzionare con alimentazione phantom. È stato lanciato sul mercato nel 1966.

Neumann KM 84

Domande correlate

L’alimentazione phantom danneggerà un microfono che non ne ha bisogno? Applicare l’alimentazione phantom a un microfono che non lo richiede è sicuro nella stragrande maggioranza dei casi. Detto questo, l’alimentazione phantom può danneggiare alcuni vecchi microfoni a nastro o microfoni dinamici senza trasformatore. Anche l’hot patching con l’alimentazione phantom attiva dovrebbe essere evitato per mantenere i tuoi microfoni al sicuro.

Puoi inviare alimentazione phantom tramite TRS? Sebbene l’alimentazione phantom venga normalmente inviata tramite un cavo XLR(sui pin 2 e 3 rispetto al pin 1), può essere inviata anche tramite cavi TRS bilanciati(sulla punta e sull’anello rispetto al manicotto). Questo è in genere il caso quando l’alimentazione phantom viene inviata attraverso un patch bay.

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alimentatore phantom per microfono a condensatore

Sono un tecnico del suono e mi dedico alla registrazione professionale di artisti.

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